venerdì 26 giugno 2009

Legambiente contro il nuovo ecomostro: La BreBeMi


Un ecomostro da 1.580 milioni di euro: questo il giudizio degli ambientalisti sull'opera destinata a distruggere la vocazione agricola della bassa bergamasca e bresciana e a trasformare migliaia di ettari di Parco Agricolo Sud in un gigantesco svincolo autostradale affollato di capannoni. Il nome di questa immensa opera inutile è ormai noto: Brebemi, ovvero 50 km di asfalto che collegheranno Ospitaletto (Brescia) a Liscate (Milano), affiancati alla futura linea Tav Treviglio-Brescia, per un investimento che inizialmente era previsto di 800 milioni di euro ma che ha già raggiunto 1.580 milioni di euro, a cui bisogna sommare i soldi che le ferrovie dovranno assicurare per le opere di attraversamento, viadotti e sottopassi.

Per scongiurare la realizzazione di questo scempio ambientale, questa mattina i volontari di Legambiente si sono presentati oggi nella sede in cui era convocata la Conferenza dei Servizi per l'approvazione della Brebemi. L'associazione ha srotolato i propri striscioni e ha consegnato simbolicamente una pala e una carriola di asfalto all'assessore Cattaneo e al presidente di Brebemi, Franco Bettoni, mentre a tutti i rappresentanti degli enti sono stati distribuiti semi di papaveri e fiordalisi: simboli della realtà agricola che la Brebemi cancellerà con il proprio passaggio.Legambiente contro la Brebemi
Questa nuova infrastruttura non risolverà i problemi di mobilità, anzi nell'area dell'Est milanese porterà una nuova ondata di traffico – dichiara Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia – l'autostrada diventerà l'unica vera alternativa per i pendolari esasperati dalle pessime condizioni in cui oggi sono costretti a viaggiare sulle linee ferroviarie, e a farne le spese saranno i paesi attraversati dalla Cassanese e, soprattutto, la città di Milano”.
Secondo gli ambientalisti, una volta realizzata, la BreBeMi finirà nel nulla se non saranno realizzati ulteriori, costosissimi collegamenti: la tangenziale esterna di Milano per gli innesti sulla Milano-Venezia e sulla Milano-Piacenza, e la trasformazione in autostrade della Rivoltana e della Cassanese: strade statali che dovranno reggere l'impatto mostruoso di 70.000 veicoli al giorno in più diretti a Milano. Il collegamento tra Brebemi e nuova Rivoltana autostradale sarà realizzato da un nuovo, ulteriore tronco autostradale: la Variante di Liscate, una linea tracciata in pieno parco Sud, che spezzerà le aziende agricole e distruggerà la celebre Tenuta di Trenzanesio.
I progettisti dell'opera hanno pure pensato di collocare la barriera di esazione di Liscate al posto di una cascina storica, che verrà demolita. Ma il miracolo della moltiplicazione delle strade sembra inarrestabile, e allora ci si mettono anche le compensazioni ambientali: ovvero 4 nuove strade nella pianura bergamasca, per un valore di 67 milioni di euro, che incredibilmente vengono spacciate per bopere di compensazione ambientale. E le compensazioni ambientali vere? In tutto sono previsti 4 milioni di euro di interventi da realizzare nei parchi fluviali che verranno attraversati (oltre al Parco Sud, i parchi fluviali dell'Adda, del Serio e dell'Oglio). Dunque gli investimenti per le compensazioni saranno solo lo 0,3% dei costi dell'intero ecomostro padano.
“Giudichiamo questo progetto assolutamente irricevibile, perché comporta un sacrificio di campagna ingiustificabile nella regione che si accinge ad ospitare l'Expo dell'Alimentazione, ed è un vero oltraggio ai pendolari che chiedono da tempo investimenti su ferrovie e metropolitane – conclude Di Simine – Per questo riprenderemo da subito la nostra battaglia legale, ricorrendo al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar di non ammettere il nostro ricorso, e riaprendo il fascicolo della Valutazione di impatto ambientale, che presenta carenze tali da prefigurare gravissime violazioni del diritto comunitario, oltre che delle norme nazionali: faremo di tutto per salvare la Lombardia dalla nuova invasione di asfalto, traffico e smog”.

lunedì 11 maggio 2009

I ghiacciai si assottiliano..


La superficie media dei ghiacci artici si va progressivamente riducendo a causa del surriscaldamento climatico, stando alle ultime osservazioni satellitari rese note dal Centro nazionale americano per neve e ghiaccio (Nsidc), che ha sede nel Colorado. Charles Fowler, specialista del Nsidc e docente all'Università di Boulder, nel Colorado, ha detto che la superficie massima dei ghiacci artici nell'inverno appena trascorso ha toccato il record negativo degli ultimi sei anni. Anche lo spessore è diminuito. Il 28 febbraio, la calotta artica misurava 15,2 milioni di chilometri quadrati, con una diminuzione di 720 mila chilometri quadrati rispetto alla superficie media invernale registrata tra il 1979 e il 2000. In base agli stessi rilevamenti e per le stesse cause di deterioramento dell'ambiente, si è ridotta inoltre la superficie della banchisa nel periodo invernale.

lunedì 16 febbraio 2009

Altre terre oltre alla nostra? La teoria si fa sempre più concreta.

Ognuno ha la sua teoria, ognuno la propria "scuola di pensiero" e infondo: chi non si è mai interrogato sul fatto se esistano o no altre forme di vita nell'universo?
In uno spazio sterminato, immenso, insomma infinito com'è l'universo io credo proprio che sia difficile non trovare altro..(oltre a noi..)
Comunque resta sempre chi la pensa diversamente (come è giusto che sia)
Appassionanti o meno, creduloni o scettici che siate, vi voglio comunque sottoporre questo articolo tratto dal quotidiano La Stampa del 16/02/'09 in cui vengono svelate le ultime novità sugli studi e sulle ricerche in materia.
Studiosi e scienziati vengono così a delineare un profilo astronomico composto da "Miliardi di pianeti simili alla Terra".
Anche se tenendo a precisare che: «Potrebbero essere "abitati" da semplici forme di vita».

CHICAGO, Febbraio 2009:

"Siamo soli nell'universo?". Interrogarsi sulla presenza di forme extraterrestri è un passatempo comune alla razza unama. Secondo gli scienziati potremmo davvero non essere gli unici ad "abitare" il cosmo. Nella nostra galassia ci potrebbero essere miliardi di pianeti come la Terra e molti di essi potrebbero essere abitati da semplici forme di vita. Ne è convinto Alan Boss, della Carnegie institution of science, che ha illustrato le sue teorie a Chicago durante l’incontro annuale dell’American association of science. Citato dalla Bbc, lo scienziato ha detto che finora i telescopi hanno rilevato l’esistenza di oltre 300 pianeti al di fuori del nostro Sistema solare. Lo scienziato ha comunque precisato che pochissimi di essi sarebbero in grado di sostenere forme di vita. La maggior parte sono giganti gassosi come il nostro Giove. Sulla base del numero limitato di pianeti trovato finora, Boss ha spiegato che ogni stemma madre come il Sole ha in media una terra come pianeta.

«Se avete un mondo abitabile e lo lasciate evolvere per alcuni miliardi di anni, è inevitabile che si svilupperà la vita», ha detto il Dott. Boss. «Per esempio, se si lascia qualcosa in un frigo spento, non si può evitare che cresca qualcosa». «Sarebbe impossibile- ha aggiunto-arrestare la vita su questi pianeti».

Lo scienziato crede di poter dimostrare le sue tesi grazie al nuovo telescopio della NASA, che nelle prossime tre settimane avrà la missione di osservare i pianeti simili alla Terra. Per il Dott. Boss sappiamo abbastanza sull'universo per ipotizzare l'esistenza di pianeti gemelli del nostro sui cui potrebbe essersi sviluppata la vita. «E' molto probabile che ci siano forme di vita, ma è quasi improbabile che siano intelligenti. Probabilmente si tratterà di batteri o microbi. Avere due forme di vita intelligenti sarebbe una coincidenza davvero enorme. Probabilmente forme simili alla nostra esisteranno tra 100.000 anni o più».

giovedì 8 gennaio 2009

Una manciata di video per l'ambiente..

Facendo un pò di ricerche in internet ho trovato ovviamente e giustamente una vastità di video di interviste e altri servizi riguardanti la tematica ambientale.

Ne ho raccolti alcuni a mio parere molto interessanti e articolati riguardo l'argomento. Si spazia fra la tematica sul nucleare a quella "più comune" dei rifiuti passando per le "nuove tendenze" in campo orticolo oltre al tanto paventato tema sulle energie alternative.


Ogni filmato non dura oltre i 10 minuti quindi..

Buona visione..


http://www.youtube.com/watch?v=dv0OEbZ9rnY (Energie alternative) consigliato..

http://www.youtube.com/watch?v=eh3MCriQYRk (Contro il nucleare)

http://www.youtube.com/watch?v=x4yPj0ltgQc (Rifiuti zero) consigliato..

http://www.youtube.com/watch?v=BH_FOFhLxsg (Orti urbani) consigliato..

http://www.youtube.com/watch?v=rTj39XbdjJs (No nukes Greenpeace spot)

http://www.youtube.com/watch?v=wAwf6A74AUs (Biomasse) consigliato..

martedì 21 ottobre 2008

Video climate change

video

Ma che diavolo �Studio Aperto?: E se accettassero gli scudi?

Ma che diavolo �Studio Aperto?: E se accettassero gli scudi?

venerdì 4 luglio 2008

Pane con farina di cemento.




Qui sopra riportate ci sono alcune immagini che possono aiutarci a capire cosa sta succedendo sul nostro territorio. Sempre più spesso mi capita infatti di vedere enormi costruzioni di capannoni, se non addirittura delle intere aree industriali vuote o semi vuote. Comunque in buona parte inutilizzate. Si parla di costruzioni recenti fatte sorgere (in molti casi) dove non c'è n'era "a mio parere" assolutamente bisogno.. Il problema è che in Italia il consumo del territorio non è evidentemente un problema (almeno per molti..) e che non ci si renda conto che il nostro paesaggio, più di qualunque altro stato europeo, debba essere particolramente tutelato!
Un esempio (tanto per cambiare) ci arriva dalla Germania; loro hanno "congelato" il consumo territoriale a 11.000 ettari all'anno. Noi, nel belpaese, abbiamo un trend di consumo del territorio che spesso supera gli 80.000 ettari l'anno!
Oltre a questo dato numerico legato ad una colossale differenza di concezione di P.G.T (piano di governo territoriale) forse per una questione di competenza in materia, forse più brutalmente per una questione di affari ciò che evidentemente manca a molti nostri amministratori (politici, sindaci, assessori ecc..) è un briciolo di buona etica oltre che un pò di cultura ambientale..
Forse molti di loro non sanno che nella terra c'è vita? Forse non sanno che essa è il polmone del pianeta e che il suo respiro non pò essere soffocato ancora per molto? Forse non sanno che quelle distese enormi di campi di mais o frumento apparentemente inutili sono fondamentali per procuragli ciò che tutti i giorni si ritrovano così, come un regalo venuto dal cielo,
quel cibo tanto buono che si sposa con tutto, cioè il pane?
Non mi pare che sia così difficile da capire che le coste, i parchi e le campagne in Italia debbano essere tutelate! Di questo passo, se non vi si pone freno, in molte zone del nord si creerano delle immense conurbazioni urbane (basta vedere l'hinterland milanese) e, a quel punto addio campagna! Le amministrazioni comunali ma sopratutto le regioni e lo Stato, devono farsi carico di questo fenomeno espansionistico che spesso appare quasi incontrollato e meramente speculativo, porre dei divieti e farli rispettare con sanzioni e con i giusti presupposti anche la reclusione.
Altrimenti non sarebbe male una "simpatica" penitenza come far da cavie per il primo prototipo di panino fatto con la farina di cemento.